Nel 2002 inizia il progetto di riordino fondiario del fulcro dell'ex feudo reale, appartenuto a Sua Maestà il Re Filippo IV di Spagna e di Sicilia, concesso alla famiglia Serramarrocco. In questo podere storico, il Barone ha deciso di rispolverare una storia già impressa nelle radici di questa splendida terra. Come una fenice, quindi, torna con grande maestria la produzione vitivinicola grazie al Barone Marco di Serramarrocco. Sebbene il sogno di creare un'azienda vinicola fosse del padre, ci pensò l'attuale Barone ad esaudirlo, dopo quindici anni passati all'estero. La Tenuta conta 55 ettari di cui 20 a vigneto. Lo straordinario territorio siciliano è il grado di esprimere molteplici biodiversità, tanto da creare vini dalle caratteristiche molto differenti ma uniche nel loro genere.

L'azienda gode di una particolare posizione panoramica con vista sulle bellissime Isole Egadi e sul bosco della Montagna Grande. Immaginate di trovarvi immersi in quella tipica media collina siciliana dove, tra una macchia e l'altra, il mare fa capolino; siamo ad Erice (Trapani), nella Sicilia delle leggende. Su questo terreno, dove il mitico gigante Eryx si scontrò con Eracle (Ercole), avviene oggi una viticoltura di qualità, derivante da un medio impasto calcareo - argilloso, parzialmente limoso e ricco di scheletro.

 

Crus, produzione e tecniche

Riconosciuta dalla Regione Sicilia come prima Erice D.O.P della provincia di Trapani, la Vigna di Serramarrocco si distingue in sei crus così denominati: Vigna del Capitano, Sammarcello,Sammichele,Sakkara, Quojane e Baglio. La superficie vitata è di circa 22 ettari ed è caratterizzata da terreni molto fertili. Gli appezzamenti, coltivati nella maggior parte con sistemi di allevamento ad alta densità per ettaro che variano dai 6250 ai 9524 ceppi per ettaro, sono destinati a una produzione di bassa resa, tale da garantire la massima estrazione qualitativa delle singole vigne. Ad oggi, i vitigni coltivati sono: Pignatello, Nero d'Avola, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Zibibbo, Grillo ed altre varietà autoctone a scopo sperimentale. Le uve di ogni vigneto vengono vinificate separatamente in vasche d'acciaio con lunga macerazione, ad una temperatura controllata di 26-28°c, dove il contatto prolungato delle vinacce con il mosto permette la massima estrazione del contenuto delle bucce, delle sostanze tanniche e dei pigmenti degli antociani, che consentiranno al vino un lungo invecchiamento e stabilità nel tempo.

I vini prodotti con le uve a bacca rossa raccolte nella Vigna del Capitano e nei vigneti di Sammarcello, Sammichele e Sakkara, vengono elevati in barriques di rovere Troncais di Allier di primo e secondo passaggio della capacità di 300lit, per un periodo che varia dai 6 ai 18 mesi secondo la tipologia e l'annata. Tale processo di affinamento avvia la "microssigenazione" che consente al vino di assumere naturalmente la giusta quantità di ossigeno mediante l'intervento dell'acetaldeide, che attiva la combinazione degli antociani con i tannini la cui polimerizzazione, stabilizza il colore e l'equilibrio del vino, garantendone la conservazione del patrimonio organolettico originario e la sua longevità.

I vini non vengono necessariamente filtrati e, qualora necessario, tale processo viene effettuato con estrema moderazione al fine di preservare la complessità strutturale di ogni tipologia. Alla fermentazione alcolica segue la fermentazione malolattica che viene favorita mantenendo il vino ad una temperatura intrno ai 20°c in vasche di acciaio termo-condizionante.

 

Vini

Il podio, in cantina, è riservato al Barone di Serramarrocco, eccellente espressione del Pignatello in purezza, rara ed antica varietà del territorio Trapanese. Elevato in tonneaux nuovi di Troncais Allier da 500lit. di secondo passaggio e media tostatura per 18 mesi, affinamento in bottiglia di 10 mesi: prima annata 2006. Altra grande bottiglia è il Nero di Serramarrocco, rosso mediterraneo e tipica espressione del Nero d'Avola che lo compone in purezza. Elevato in tonneaux di Trocais di Allier di 500lit. di secondo passaggio e media tostatura per 8 mesi, affinamento in bottiglia di 6 mesi: prima annata 2002. L'ultima menzione è riservata per il Quojane di Serramarrocco, Zibibbo in purezza e vinificato secco.